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ANDREA GIUNTI - LA NUOVA ARCHITETTURA SOCIALE

di Stefania Pettinato, con saggi introduttivi di Sergio Baldini, Mario Cerasoli, Antonella Greco. Fotografie di Luigi Filetici, Stefania Pettinato e Davide Virdis

ANDREA GIUNTI
LA NUOVA ARCHITETTURA SOCIALE
THE NEW SOCIAL ARCHITECTURE
di Stefania Pettinato
con saggi introduttivi di Sergio Baldini, Mario Cerasoli, Antonella Greco
Fotografie di Luigi Filetici, Stefania Pettinato e Davide Virdis

 

Formato: 22 x 28 cm
Pagine: 112
Fotografie: 75 colori, 15 b/n
Disegni: 51 b/n
Casa Editrice: 24 ORE Motta Cultura
Prezzo: 44 Euro

L’housing sociale è oggi un tema di grande attualità. Ma già per tutto il ’900 si sono avuti nel campo dell’edilizia sociale in Italia importanti esempi urbanistici e di architettura di qualità, che di volta in volta a mutate condizioni economiche e sociali hanno saputo dare risposte al problema abitativo per le classi meno abbienti. L’architettura sociale si sta adesso evolvendo sotto l’impulso delle nuove opportunità offerte dalla liberalizzazione controllata del mercato e dall’incontro tra pubblico e privato. E lo si percepisce anche in una sempre maggiore attenzione alla sfera cittadina, al fare comunità attraverso la riqualificazione ambientale, l’integrazione sociale e la spinta allo sviluppo economico.
S’inquadrano in questo contesto gli edifici progettati da Andrea Giunti a Roma che ci offrono la possibilità di penetrare alcune peculiarità della moderna architettura sociale: innanzitutto la riconoscibilità nella reinterpretazione dei caratteri dei luoghi e della tradizione del moderno, che veicola leggibilità nel forte legame tra funzione e forma; l’attenzione all’ecosostenibilità e all’inserimento ambientale, anche attraverso l’utilizzo della vegetazione come materiale da costruzione; la partecipazione dei futuri abitanti alle scelte progettuali.
E sulla partecipazione si sofferma Sergio Baldini nel suo saggio introduttivo, una genesi delle politiche e normative per la casa narrata in prima persona da uno dei padri dell’architettura convenzionata. Ma è nella suggestiva rilettura dell’espansione cittadina capitolina ad opera di Antonella Greco, che si evince l’importanza dell’architettura sociale nell’ambito della moderna architettura italiana, sviscerata a partire da una citazione di Pasolini. Quanto è cambiata la periferia romana e come ha acquisito concretezza l’abitare il moderno? Vi s’interroga anche Mario Cerasoli ripercorrendo i piani regolatori, il disegno della crescita urbana, l’influenza dell’automobile, l’affermarsi dello sprawl. Un degrado da sfidare con la qualità architettonica, magari ricorrendo come volano alla nuova architettura sociale.

Biografie degli autori di testi e fotografie:

Stefania Pettinato consolida da anni le conoscenze di bioarchitettura ed illuminotecnica acquisite alla facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma. Ha scritto per libri e riviste e ha curato i testi dei filmati delle prime tre stagioni della trasmissione televisiva “Vivere l’architettura” (www.fjfm.it).

Laureatosi in economia presso l’Università La Sapienza di Roma, Sergio Baldini è stato membro del Comitato per l’Edilizia Residenziale, consigliere di amministrazione della Sezione Autonoma della Cassa Depositi e Prestiti e Vice Presidente della Federazione Nazionale delle Cooperative di abitazione.

Professore di Storia  dell’architettura presso l’Università di Roma La Sapienza, Antonella Greco dirige con G. Remiddi l’attività dell’Osservatorio sul Moderno. Ha intercalato l’attività di storico dell’architettura con quella di critico per RAI3, di autrice di documentari e di curatrice di numerose  mostre d’arte e architettura.

L’architetto Mario Cerasoli è ricercatore e docente di Urbanistica presso la facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre. Ha tenuto conferenze e seminari in Italia ed Uruguay e scritto saggi privilegiando i temi delle “regole” degli insediamenti urbani e delle relazioni tra pianificazione urbanistica e infrastrutture.

Laureatosi presso la Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma, Luigi Filetici lavora con studi di architettura, arte e design, insegna all’Università a Roma e a Milano, collabora con riviste e realizza una serie di ricerche fotografiche che lo conducono a realizzare pubblicazioni e mostre in Italia e all’estero. 

Davide Virdis si laurea in architettura a Firenze. Lavora come fotografo di architettura e territorio realizzando per amministrazioni ed enti pubblici campagne fotografiche su aree urbane e sistemi ambientali illustrate in mostre e convegni e documentando le opere di diversi architetti per riviste e monografie.







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